La Corte Suprema di Cassazione, Prima Sezione Civile, ha depositato la proposta di definizione del giudizio ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c. nell’ambito del ricorso promosso da J-Invest S.p.A. contro il Fallimento Genia S.p.A. in liquidazione e il Comune di San Giuliano Milanese che ha ottenuto dal Tribunale di Lodi l’omologa della sua proposta di concordato fallimentare
Nel documento, la Corte rileva che “…il ricorso per Cassazione proposto da J-Invest appare destinato a possibile insuccesso”, ritenendo manifestamente infondate le principali censure sollevate contro l’ordinanza con cui la Corte d’Appello di Milano, nel luglio 2025, aveva respinto il reclamo presentato dalla società e confermato il decreto del Tribunale di Lodi del 29 marzo 2021 che aveva omologato il concordato fallimentare proposto dal Comune di San Giuliano Milanese nell’ambito della procedura relativa a Genia S.p.A.
La Corte di Cassazione, nella proposta formulata, ha sancito i tre motivi addotti dal ricorrente come infondati e ha evidenziato in particolare che la Corte d’Appello di Milano ha correttamente applicato il principio di diritto già enunciato dalla stessa Cassazione nella precedente decisione n. 3220/2025, relativa ai limiti del diritto di voto nel concordato fallimentare per i crediti acquistati successivamente alla dichiarazione di fallimento.
Alla luce di tali valutazioni preliminari, la Suprema Corte prospetta alla società l’opportunità di valutare la rinuncia al ricorso.
Secondo la procedura prevista dall’art. 380-bis del codice di procedura civile, J-Invest dispone ora di 40 giorni dalla comunicazione della proposta per valutare se accogliere l’invito della Corte e rinunciare al ricorso oppure proseguire nel giudizio.
Commenta il Sindaco Marco Segala: “La proposta formulata dalla Corte Suprema di Cassazione rappresenta un passaggio significativo nella vicenda giudiziaria complessa riguardante la procedura di concordato fallimentare di Genia. La valutazione preliminare della Corte, che ritiene manifestamente infondato il ricorso presentato, conferma la solidità delle ragioni sostenute dal Comune nelle diverse sedi giudiziarie e la validità dell’omologazione della nostra proposta di concordato fallimentare con cui siamo pronti a riaccogliere il nostro patrimonio pubblico. Continueremo a seguire con la massima attenzione gli sviluppi della procedura, nell’interesse della tutela dell’Ente e della comunità di San Giuliano Milanese”.