In relazione alle recenti dichiarazioni e delle ricostruzioni dei gruppi consiliari di opposizione apparse sugli organi di stampa circa il nuovo centro sportivo in fase di edificazione in via Risorgimento, l’Amministrazione Comunale ritiene doveroso fornire una dettagliata ricognizione del quadro normativo, procedurale e storico, al fine di ricondurre la vicenda alla corretta realtà degli atti amministrativi.
- Il quadro delle competenze e i vincoli del P.G.T. vigente
È necessario preliminarmente evidenziare che l’area oggetto dell’intervento ricade interamente all’interno del perimetro del Parco Agricolo Sud Milano (PASM). In tali ambiti, l’azione del Comune è rigidamente vincolata agli strumenti di pianificazione sovraordinati.
Nello specifico, l’art. 2, comma 1 del Piano delle Regole del P.G.T. (Rapporti con altri strumenti di pianificazione e programmazione sovraordinati) stabilisce che il Piano comunale recepisce le prescrizioni e attua gli indirizzi degli strumenti di pianificazione e di programmazione sovraordinati, ed in particolar modo recepisce il Piano Territoriale di Coordinamento del Parco Agricolo Sud Milano, il quale ha effetti diretti sulla pianificazione locale. Il Comune, pertanto, non dispone in materia di una potestà regolatoria autonoma o discrezionale, ma agisce in regime di recepimento obbligatorio delle tutele del Parco.
- La titolarità delle funzioni paesaggistiche
Per quanto concerne il rilascio dei titoli e delle valutazioni d’impatto d’ordine estetico-paesaggistico, la competenza è interamente definita dalla legge. Ai sensi dell’art. 80, comma 5 della Legge Regionale n. 12/2005, nei territori inclusi nei parchi regionali l’esercizio delle funzioni amministrative relative all’autorizzazione paesaggistica spetta all’ente gestore del parco stesso. Nel caso in esame, dunque, la competenza esclusiva a determinare le prescrizioni e i requisiti materici della struttura fa capo unicamente al PASM e non all’Amministrazione Comunale.
- L’interesse generale dell’opera e il rilascio del titolo edilizio come atto dovuto
Nel corso dell’iter avviato nel 2024, l’Amministrazione Comunale ha esaminato la proposta iniziale presentata dall’operatore privato, la quale prevedeva l’installazione di tensostrutture leggere con coperture in telo PVC bianco. In conformità con l’Art. 9 del Piano dei Servizi del P.G.T., e come logico per le attrezzature destinate alle attività sportive, tale progetto con tensostruttura è stato riconosciuto dalla Giunta, con la Delibera N. 101 del 18 giugno 2024, quale servizio di interesse generale. Successivamente, una volta esaurito e completato il complesso iter di verifica e modifica gestito esclusivamente dagli uffici tecnici e ambientali del Parco, il rilascio del Permesso di Costruire Convenzionato (Delibera di Giunta N. 144 del 16 settembre 2025) ha costituito per l’Amministrazione un atto dovuto dall’ordinamento, in totale assenza di qualsivoglia margine di discrezionalità politica o amministrativa.
- L’evoluzione del progetto e la Convenzione di Mitigazione Ambientale
La conformazione attuale dell’edificio deriva dall’applicazione delle tutele ambientali gestite dagli organi terzi del Parco:
- La Convenzione di Mitigazione: Definita d’intesa tra il Parco e il Comune ai sensi dell’art. 14 delle N.T.A. del P.T.C. del Parco (approvata con Delibera di Giunta N. 101 del 18 giugno 2024), la convenzione ha vincolato l’operatore privato a importanti misure di compensazione ecologica volte a tutelare e valorizzare l’ecosistema locale. Tra queste spiccano la rinaturalizzazione ecologica delle sponde del Lago Blu sul retro della struttura e la piantumazione, con manutenzione ordinaria e straordinaria a carico del privato per la durata di 30 anni, di oltre 50 essenze arboree d’alto fusto presso il Parco Nord.
- Le varianti strutturali: il progetto originario a corredo della convenzione ambientale prevedeva l’installazione di tensostrutture. Sottoposto all’esame della Commissione del Paesaggio del Parco, quest’ultima ha rilasciato un parere di non compatibilità (Prot. 130965 del 30/07/2024). Per rispondere ai rilievi della Commissione, l’operatore ha rimodulato il progetto, presentando una nuova soluzione architettonica, tipologica e materica – che prevede appunto la struttura in acciaio e i pannelli metallici microdogati – finalizzata a conseguire, come testualmente si legge nell’istruttoria del Parco, “un alleggerimento significativo delle strutture in termini tipologici, architettonici e materici, al fine ultimo di non negare, anzi massimizzare, la permeabilità visiva e la percezione fruitiva con gli ambienti retrostanti del Parco”.
L’Amministrazione Comunale proseguirà nell’esercizio delle proprie funzioni di vigilanza, accertando l’esatto adempimento degli obblighi trentennali di manutenzione del verde a beneficio della cittadinanza, nel rigoroso rispetto dei ruoli e della legalità.
Commenta il Sindaco, Marco Segala: “L’iter amministrativo è stato ineccepibile. Le valutazioni sull’estetica e sull’impatto paesaggistico della struttura sono state espresse da un organo terzo e sovracomunale quale la Commissione Paesaggio del PASM, le cui prescrizioni mirano, suppongo, a tutelare il paesaggio sul lato interno della ex cava, vincolando l’operatore privato a imponenti opere di mitigazione e alla rinaturalizzazione delle sponde del laghetto. A chi oggi solleva polemiche strumentali, è necessario ricordare la realtà storica dei luoghi: la vista dello specchio d’acqua direttamente dalla strada di via Risorgimento non è mai esistita. Quella visuale è stata preclusa dalla presenza dell’ex Salone delle Feste. La panoramica sul lago, sicuramente suggestiva e affascinante, si è resa visibile temporaneamente solo ed esclusivamente grazie all’abbattimento di quel rudere, finalizzato alla costruzione dell’impianto sportivo. Tutti gli atti di questo procedimento, durato oltre due anni, sono sempre stati pubblici e trasmessi puntualmente a tutti i gruppi consiliari. Trovo singolare che le opposizioni, che per due anni non hanno mai presentato una singola interrogazione o richiesta di chiarimento nelle sedi opportune, decidano di accorgersi del cantiere solo oggi, a ridosso della campagna elettorale, preferendo la polemica politica alla verità dei documenti.”