L’operazione di contenimento faunistico, attuata nella notte tra il 22 e il 23 agosto al Parco dei Giganti, ha giustamente suscitato turbamento e preoccupazione tra molti cittadini. Sentimenti particolarmente acuiti e, in giusta parte, comprensibili quando risulta fondamentale operare scelte che riguardano il mondo animale e, più in generale, la tutela della natura e del territorio.
Il forte impatto emotivo e la enorme risonanza mediatica che tale questione ha generato impongono un doveroso approfondimento.
Un esame generalizzato delle condizioni e dei fatti che, senza l’intenzione di smorzare dissenso e sacrosante valutazioni soggettive e valoriali, possa aiutare a comprendere i motivi delle decisioni assunte dall’Ente competente.
Sono pervenute all’attenzione del Comune alcune segnalazioni riguardo la presenza oltremodo diffusa di conigli selvatici all’interno del Parco. I sopralluoghi tecnici, svolti insieme a Città Metropolitana – quale Ente responsabile della fauna selvatica – hanno evidenziato una situazione di grave degrado del terreno (fossi, buche, dissesti) in grado di compromettere in brevissimo tempo la stabilità delle alberature. Uno scenario di rischio concreto e attuale per l’incolumità di cittadini, operatori ecologici e manutentori del verde.
Proprio al fine di contenere la problematica, nel recente passato, il Comune aveva già adottato metodi ecologici e non cruenti, come le protezioni per le giovani piante, che purtroppo non sono risultati efficaci.
Alla luce di quanto accertato, Città Metropolitana ha deciso di attuare, secondo le norme nazionali e regionali, un intervento previsto dal Piano di Controllo Faunistico, con le modalità ritenute necessarie dai propri tecnici.
Sulle decisioni e sulle tecniche adottate da Città Metropolitana, sovraordinate rispetto alla competenza comunale, l’Amministrazione non ha avuto alcun potere di scelta. Il Comune, secondo quanto disposto dalla legge, ha supportato l’operazione unicamente sul piano della sicurezza logistica e dell’ordine pubblico attraverso la collaborazione tra Polizia Locale e Arma dei Carabinieri che hanno chiuso e vigilato l’area interessata..(continua)